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Giugliano Scuola d'Impresa
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Pubblicato il 12 marzo 2018

Resto al Sud, il programma di agevolazioni per la creazione di impresa e l’autoimprenditorialità rivolto ai giovani del Mezzogiorno continua a macinare numeri da quando è stato attivato il 15 gennaio 2018.
Sono 6.120 le domande in compilazione e 1.445 quelle presentate per un’occupazione prevista di 5.367 unità (Invitalia, 8 marzo 2018). Sulla base dei dati presentati l’8 febbraio da Invitalia, dopo 25 giorni dall’apertura, il finanziamento medio richiesto è pari a 66 mila euro.

Sono 1.250 i milioni di euro stanziati per il programma Resto al Sud fino al 2025 anche se il grosso delle risorse è distribuito tra il 2019 e il 2020. Una misura importante e con un orizzonte temporale non breve per favorire l’imprenditorialità tra i giovani del Mezzogiorno. 

Certo, sono ancora molti i giovani costretti a spostarsi nel centro nord o all’estero per trovare un lavoro, spesso si muovono spinti da concorsi pubblici o dalla richiesta di manodopera delle regioni più sviluppate, e, soprattutto, non è facile inventarsi un’idea imprenditoriale e mettere su un’impresa al Sud in condizioni spesso difficili e in un ambiente certamente non amico e per certi versi non congeniale all’imprenditorialità quale è quello di molte zone del Mezzogiorno.
Eppure, Resto al Sud è uno strumento di aiuto concreto per chi vuole mettere su un’impresa. Il 35% a fondo perduto non è il massimo che si potrebbe ottenere e, soprattutto, è molto lontano dai livelli raggiunti in passato da altre leggi di agevolazione, ma è oggi un’opportunità straordinaria per chi desidera concretamente mettere su un progetto di business.

Il problema principale di molti giovani, oltre alla preparazione della domanda e alla valorizzazione dei propri requisiti e di quelli del progetto, che molto spesso richiedono adeguata assistenza da parte di esperti, è quello di non conoscere il mondo dell’impresa, non solo e non semplicemente l’abc della gestione aziendale e del business, ma l’importanza e il valore dell’essere imprenditore in un mondo continuamente esposto al cambiamento che richiede autopropulsione ma anche flessibilità e capacità di adattamento.

Per questo nasce il corso CREA IMPRESA.
Il nuovo corso per aspiranti imprenditori è pensato da Giugliano Scuola di Impresa proprio per accompagnare chi vuole fare impresa e aiutarlo a verificare la propria idea, la propria attitudine imprenditoriale e il proprio modello di business confrontandosi con esperti e imprenditori e utilizzando l’ampia strumentazione messa a disposizione dal corso come i test di valutazione, l’autosovversione, la prototipazione e i test di mercato, il business model, la dissonanza cognitiva e la crescita non equilibrata, il modello sviluppo clienti, lo sbloccamento personale e tanti altri.

Ritornando a Resto al Sud, è vero che il fondo perduto è limitato al 35% della spesa di investimento, ma è altrettanto vero che il restante 65% è fornito con un finanziamento bancario senza interessi e senza garanzie, grazie all’agevolazione concessa dal decreto Sud e dal Fondo di Garanzia per le PMI.
Il meccanismo è congegnato per permettere ai giovani che non hanno la possibilità di garantire il prestito bancario di accedere con facilità al finanziamento e allo stesso tempo evitare chi potrebbe pensare di approfittare del fondo perduto che resta significativo ma non così allettante da forzare chi non ha idea o voglia di fare impresa.
Per il resto, è auspicabile che chi gestisce l’operazione sia davvero così veloce ed efficiente come prescrive la legge così da rendere i tempi di risposta veloci e immediati evitando burocrazie eccessive e ostacoli di tipo amministrativo.

D’altro canto, gli aspiranti imprenditori, che devono essere under 36 senza un’occupazione a tempo indeterminato e senza essere già titolari di impresa oltre che residenti in una regione meridionale, hanno il compito di prepararsi adeguatamente, acquisendo quelle necessarie qualità imprenditoriali e manageriali richieste dal programma di finanziamento e basilari per chiunque voglia fare impresa.
La consapevolezza dei giovani e degli aspiranti imprenditori in generale deve essere quella di conoscere il mondo dell’impresa prima di avventurarsi in progetti di tale impegnativa complessità che se non gestiti bene possono anche arrecare conseguenze negative alla propria personale carriera lavorativa oltre che familiare.

(Tommaso Di Nardo)